Nuovo header perché…

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Ho deciso di cambiare l’header del blog quando ho visto quest’immagine. Non c’entra molto con il sottotitolo del mio blog (un orto di parole), lo capisco, però ha a che fare con il mio nuovo libro, quello che uscirà alla fine di ottobre e che sto finendo di scrivere: mappamondi fantastici, libri, biblioteche… Inoltre mi piace tanto. È tratta dallo splendido volume, edito da Tachen, The World Most Beautiful Libraries, di Massimo Listri.

Il parco della marchesa

“Villa Durazzo-Pallavicini a Genova accoglie un meraviglioso parco, che il committente ideò perché i visitatori potessero compiere al suo interno un viaggio iniziatico.

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La villa è una sobria costruzione neoclassica, risultato del rimaneggiamento di un precedente palazzo settecentesco, appartenuto a Giovanni Battista Grimaldi, doge della Repubblica di Genova tra il 1752 e il 1754: oggi l’edificio è sede del Museo di Archeologia Ligure. Ma ciò che da secoli muove a meraviglia chiunque si trovi a passare per questo luogo non è tanto la villa, quanto il grande parco che si apre dietro l’antica residenza dei Durazzo e dei Pallavicini,  Pegli. La sua storia inizia col giardino botanico aperto, nel 1794, dalla marchesa Clelia Durazzo…”

Continua sul sito Finestre sull’Arte

Face it!

Ho resistito quanto ho potuto e infine ho capitolato: sono anch’io sul mostro Facebook. Per ora mi diverto. Ho ritrovato tanti amici e, vivendo  in campagna un po’ isolati come noi, fa anche piacere; inoltre posso condividere e caricare un po’ di brevi post senza far squillare continuamente un campanello a chi mi segue (o lo faccio suonare? Mah, ancora non ho ben capito).

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Al mio blog però sono affezionata, anche se è imperfetto, il tema ogni tanto mi tradisce e ho pochissimo tempo. Perciò ho deciso di fare così: nel blog posterò gli articoli più lunghi e gli approfondimenti, quando avrò tempo, mentre su Facebook caricherò post brevi, foto, video e condividerò ciò che mi colpisce e mi interessa.

Provo così, se funziona. E poi vediamo…

Sono a pagina 100!!!

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Quando sono in ritardo nella consegna di un libro, cioè sempre, mi pongo dei traguardi che mi fanno festeggiare per nove secondi. Poi riabbasso la testa e ricomincio a battere sui tasti. Così in ritardo non lo sono stata mai. Il terzo libro della serie Olga di carta ha richiesto più tempo del secondo, Jum fatto di buio (che era di 108 pagine, word). Però sono soddisfatta, mi piace. Spero anche a chi lo leggerà. A mio marito piace ed è un buon segno: lui è il più critico di tutti, mi conosce, perciò sa dove posso arrivare, dove sbaglio, cosa posso fare meglio. Inoltre conosce la storia, perché gliela racconto sempre prima di cominciare a scrivere. E se tradisco le aspettative mi sgrida.
Anche le illustrazioni stanno venendo benissimo. Linda (Toigo), sei un genio!

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Avanzamento quartini: il disegno  di una singola a matita prima del paper cut – solo parte bianca

Bon, sono passati 9 secondi, devo riattaccare. Ma intanto sono a pagina cento, sono a pagina cento, sono a pagina cento…

 

Te la ricordi la Tigre?

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© Alex Walsh / WWF

Stanno sparendo. A causa del bracconaggio e del consumo di territorio, la popolazione delle tigri nel mondo si è ridotta in 100 anni del 97%, come a dire che se ce n’erano 100 ne sono rimaste 3.

La Giornata Globale della Tigre, che si svolge oggi 29 luglio, si propone di salvare i  3.890 esemplari rimasti in libertà e raddoppiarne il numero per l’anno  cinese della Tigre nel 2022. Come? Con una mobilitazione globale, facendo ognuno di noi ciò che può…

In Italia un modo facile e veloce è aderire alla campagna del WWF Cats for Cats, salva la tigre che c’è nel tuo gatto.

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Gatti e tigri condividono il 95% del DNA. Le tigri fanno le fusa come i nostri gatti, giocano come loro, sono curiose come loro; sono solo più grandi, mooolto più grandi, e immensamente più in pericolo. Cats4Cats la butta un po’ sul gioco per attirare l’attenzione dei più giovani e perché – questo lo immagino io – il WWF non  sa più come dire alla gente che il rischio è reale e imminente. Reale e imminente! Il conto è facile: se un secolo fa si contavano circa 100 mila tigri libere e in 100 anni ne sono sparite oltre 96 mila, in quanti anni spariranno le ultime 3.890? Quattro? Anno più anno meno…

Per non dover mai pronunciare un giorno la frase: te la ricordi la tigre?, ecco nell’articolo del WWF le iniziative nel mondo…

July 29th: 7TH GLOBAL TIGER DAY

The world celebrates Global Tiger Day on July 29th to show our collective support for the magnificent yet endangered big cat.

This day was founded 7 years ago, when the 13 countries where wild tigers still roam, came together to commit to Tx2 – the global goal to double the number of wild tigers by the next Chinese Year of the Tiger in 2022.

We’ve rounded up some of the highlights on what has happened on the 7th Global Tiger Day!

ROARING WITH PARTNERS

Celebrities Megan Fox and Zachary Quinto “disappeared” on social media by removing their profile photos for a day – then reappeared with a tiger art selfie generated on 3890tigers.com to help raise awareness of the plight of wild tigers disappearing due to the illegal tiger trade.

This #3890 tigers campaign is born out of a partnership between WWF and Tiger Beer. Similarly, WWF is partnering with Discovery to fund efforts to conserve nearly one million acres of protected habitat in India and Bhutan to protect wild tigers. As part of this alliance, well-known stars like Leonardo DiCaprio, Heidi Klum, Adriana Lima, Freida Pinto, Mark Hamill and Ellen DeGeneres are among those who have voiced their support for this initiative; ProjectCAT (Conserving Acres for Tigers) on Global Tiger Day.

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INDONESIA

The smallest tigers in the world; Sumatran tigers are only found in Indonesia, and locals take a special pride in protecting them. Global Tiger Day celebrations span across 12 cities including Aceh, Jambi, Bengkulu, Lampung, Jakarta and Central Java, in collaboration with NGO partners, as well as UNDP and the Ministry of Forestry.

The passion for tigers came alive in the cities on 29 July, with hundreds of Indonesians running 10km to raise funds for tiger conservation and the general public stopping to pen down a personal message in a petition to save the Sumatran Tiger.

In 5 malls across Jakarta and Balikpapan, WWF-Indonesia also activated a unique #30claps campaign to get locals to start thinking about how we are all connected in this world. The idea stems from clapping hands instead of using disposable napkins to dry your hands, in order to reduce the use of paper and help protect rainforests where tigers live from being destroyed.

INDIA

As the country where more than half of the world’s wild tigers are at now, Global Tiger Day is always a huge event! WWF-India coordinated 7 different events held in 7 key tiger landscapes this year.

Celebrations in Manas National Park at the North Bank landscape was a day-long event that Saturday, pointing to the important conservation being done in Manas by WWF-India and others while veterans rangers speaking with emotion about their park experiences.

A very important announcement was made amidst these celebrations too.
Lansdowne Forest Division in Uttarakhand is officially CA|TS Approved! Ever since it committed to achieve the global standards in tiger conservation set by the CA|TS accreditation scheme, Lansdowne has gone through rounds of checks to ensure it ticked all boxes to be considered a safe haven for tigers.

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Collection of postage stamps released as part of tiger conservation efforts by using the ‘My Stamp’ service of the Department of Post at Kanha Tiger Reserve (from Satpuda Maikal Landscape). © WWF-India

MALAYSIA

Malaysia announced the registration of Royal Belum State Park under CA|TS, Conservation Assured Tiger Standards, for effective management of endangered tigers as part of its vision towards zero poaching by 2020. Malaysia is now the first country in Southeast Asia to register for CA|TS, redoubling its commitment to double wild tigers by 2022.

The state of Perak announced this happy news on Global Tiger Day, where an awareness carnival was held for the public in Ipoh. This event was held together with WWF-Malaysia’s tiger conservation partner, Maybank Foundation. Activities held included a friendly futsal match between tiger conservation stakeholder agencies, a live interactive tiger conservation exhibition, games for children and lots of food. The event saw a huge turnout of the public and Maybank staff.

At Publika, Kuala Lumpur, the first year of WWF and Tiger Beer’s partnership culminated in a creative showcase where 20 renowned artists gathered to create tiger-inspired art pieces signifying the estimated 250 Malayan tigers left in the wild. There was also a silent auction for selected art pieces on display and proceeds from the auction were channeled to our conservation efforts.

CAMBODIA

WWF’s partnership with Tiger Beer saw a pop-up awareness event at Cambodia’s largest mall, Aeon Mall, to raise awareness on Asia’s snaring crisis. This critical message was delivered with the support of popular local singers and emphasized on the importance of protecting prey species in the Eastern Plains with the possibility that wild tigers may return to the forests in future.

THAILAND

Global Tiger Day in Thailand gave resolution to future tiger conservation with the signing of MoU on the conservation of tigers in Dong Phaya Yen – Khao Yai forests by The Department of National Parks, Wildlife and Plant Conservation (DNP).

CHINA

A celebratory event in Jilin province involving government officials, rangers, and youths showed the rest of the country that tiger conservation is a collective responsibility.

Earlier this month, the State Council has made major news by declaring the Heilongjiang Qixinglazi Amur Tiger National Nature Reserve opened on July 12, 2017.

BHUTAN

A short film series by filmmaker Emmanuel Rondeau takes us through the landscapes of Bhutan in search of wild tigers. The adventure was a success with the capture of the first high-res photo of a tiger – at 11742 ft high and will be used to advocate for the protection of wildlife corridors the tigers were photographed at.

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First high-res photo of a wild tiger captured at 11,633ft high. © Emmanuel Rondeau / WWF-UK

Bhutan’s Global Tiger Day event was held at the Royal Takin Preserve in Thimphu with the theme ‘Conserving prey base for tiger preservation’. The event included the formal inaugural of the Preserve office including open viewing deck and a pamphlet inviting membership on Friends of Bhutan Takin to support the preserve.

“Tiger is a top predator and ensuring their survival depends on a well-established prey-base. For the survival of the endangered cat, it requires the species it preys on to prosper in a shared habitat,” said officials of Bhutan’s nature conservation division.

The event was graced by the Speaker of the National Assembly Tshogpon Jigme Zangpo, Minister for Agriculture and Forests and senior government officers. The event called on the Bhutanese community to support tiger conservation given the tangible benefits it brings to human society by being the guardians of our forest ecosystem.

NEPAL

Nepal draws attention to the unsung heroes in tiger conservation with 4 short beautiful #iProtectTigers films, following the stories of an anti-poaching community patroller, a citizen scientist, a Chief Warden and a Lieutenant Colonel.

WWF-Nepal also launched the Nepal’s edition of Wild Wisdom Quiz – likely Asia’s biggest quiz on wildlife! The preliminary round kicked off on Global Tiger Day with 15 schools participating

BANGLADESH

Great news in Bangladesh! The government announces a doubling of the size of its protected mangrove wildlife sanctuary, in a bid to protect its endangered Bengal tigers.

HONG KONG

Hong Kong proves that anyone can be a tiger protector – from six-year-olds to grandmothers to celebrities! WWF-Hong Kong kickstarted the “Be a Tiger Ranger” roadshow on Global Tiger Day, inviting the public to share their passion for protecting these big cats with the world through VR film experiences, hand painting activities and more!

NETHERLANDS

Street artist Judith de Leeuw (‘lion’ in Dutch) has started painting a large wall mural of a tiger in the heart of Amsterdam on 29 July to create talking points about the tiger around the city.

Earlier this month, Dutch fashion designer Bas Kosters, also launched a new collection of 3,900 limited edition T-shirts to raise awareness for the endangered tigers in collaboration with WWF. The collection was well-received by the public, selling out quickly after its launch at the opening show of Amsterdam Fashion Week.

CANADA

Canada showed that the big cats matter to them as a video made by WWF-Canada on the threats tiger faced went viral. The video reached 598,317 people – that’s more than half a million!

POLAND

13 Polish influencers and celebrities shared photos of them with WWF tiger plushies to stress the situation of tigers and call for the public to support the Tx2 campaign to double the number of wild tigers. Tigers were put on a spotlight by social media on the 29th July.

UK

Our colleagues braved the mud at a family friendly 3-day music festival, Kendal Calling, to talk to the excited crowd about their iProtectTiger campaign.

Their films which introduced tiger protectors in different countries were screened for the festival-goers to inspire people to take action for wild tigers, wherever they are.

Meanwhile, the UK team also took over the MBNA Thames Clipper boats in London to encourage people to support wild tigers as they travel across the famous River Thames in London.

The same #iProtectTigers films are shown across the country on outdoor screens as well as in cinemas during July.

Finally, WWF is also invited to the National Cardiff Museum’s new tiger exhibition to talk about WWF’s work and tiger conservation. The team took their tiger Virtual Reality (VR) experience along, which went down a storm.

Il miracolo di un borgo bretone

Se non dovessi finire di scrivere il libro che avrei già dovuto consegnare da un pezzo, partirei per andare a Bécherel, in Bretagna, dove per 700 abitanti ci sono 13 librerie. Purtroppo non solo non ho tempo per viaggiare, ma non ho tempo neanche da dedicare al  blog. Perciò, almeno fino a settembre, mi limiterò a condividere articoli e contenuti che trovo interessanti e magari utili.

Dal sito di Repubblica vi propongo questo bell’articolo sul paesino delle librerie…

Di ANAIS GINORI

BECHEREL (FRANCIA). Dentro a Gwrizienn, “radici” in bretone, gli scaffali sono pieni di volumi storici, favole e leggende del mondo celtico. Les Perséides è specializzato nella storia del colonialismo. Di fronte, si trovano libri per bambini da Césarine. Qualche passo ancora, L’autre sommeil offre edizioni rare o antiche mentre Boulavogue, verso la chiesa, ha messo in vetrina romanzi noir, letteratura russa, manuali di psicologia. Nella piazza centrale si contano ben sette librerie. Nel borgo di appena settecento abitanti ce ne sono tredici. Dalla più grande Abraxas, centomila titoli su oltre cinquecento metri quadrati, alla più caratteristica, la piccola Le Donjon dentro alle antiche mura fortificate. Con una libreria ogni cinquanta abitanti, Bécherel o la Cité du Livre, vive grazie alla passione per la lettura.

«La prima volta che sono venuta era davvero un posto depresso». Yvonne Preteseille, settantenne cresciuta nel Morbihan, sulla costa, era una maestra alle elementari quando, negli anni Ottanta, è stata trasferita nell’unica scuola del villaggio. A metà strada tra Saint-Malo, Rennes e la foresta di Brocéliande, il borgo si era sviluppato grazie alle tessiture di lino e canapa ma, dopo la crisi del settore, le famiglie se n’erano andate. Due terzi delle case erano state abbandonate. I giovani erano costretti a partire per cercare lavoro nella fabbrica Citroën, a una quarantina di chilometri. «Tutti si erano convinti che ormai non ci fosse più futuro a Bécherel».

Senso di comunità
La Città del Libro è un’utopia nata da tre donne: Yvonne, la suocera Colette, la cognata Catherine. Avevano sentito parlare di borghi rivitalizzati all’estero grazie alle librerie, come Hay-on-Wye nel Galles e Redu in Belgio. «Ci siamo dette: perché non qui? Non era solo una scelta di vita, ma un gesto politico», ricorda Yvonne che è anche assessore alla Cultura del comune. «Non volevamo solo riportare attività economica nel borgo ma creare un senso di comunità su nuovi valori». Il nome originale era «progetto culturale in zona rurale». Qualche anno dopo è arrivato il marchio Cité du Livre. Nessuno ci avrebbe scommesso. Già allora le librerie facevano fatica in città, figurarsi in campagna. Attirare lettori sino in fondo alla valle affacciata sul Rance, il fiume che attraversa l’ovest della Bretagna? È andata proprio così. Yvonne, Colette e Catherine si sono lanciate, nel giorno di Pasqua del 1989, con un grande mercato di bancarelle di libri che ancora oggi si ripete ogni domenica. Il successo è stato tale che sono nate le due prime librerie, legate all’identità bretone sin dal nome: Gwrizienn, “radici”, e Savenn Douar, “trampolino”. A poco a poco, Bécherel ha ricominciato a popolarsi. Sono arrivati fondi pubblici, riconoscimenti internazionali.

L’anno prossimo la città del libro compirà trent’anni. Nuove librerie hanno aperto, altre hanno chiuso o sono passate di mano. La decana del villaggio, Colette Trublet, 85 anni, è andata in pensione ma suo figlio ha preso in gestione Le Donjon. Yvonne nel frattempo si è separata, l’ex cognata Catherine è andata via. Nell’ultimo anno, due librerie hanno cambiato gestione. Quella appena inaugurata da Julien Morel si chiama adesso Bitume et Papiers. Julien, quarant’anni, indossa una tuta da lavoro, sta verniciando delle tavole. Si è trasferito con la moglie da Parigi. Molte casse di libri sono ancora da aprire. «Mi dispiace, è ancora un gran bordello». Qualche giorno fa è nato il suo primo figlio. Il piccolo Erwan dorme nell’appartamento di sopra.

Il rischio speculazione
Rispetto ad altre esperienze all’estero, precisano orgogliosamente gli abitanti, qui i librai sono residenti, non vengono solo per fare folclore durante i weekend o i periodi di vacanze. «Il rischio di snaturarci è sempre in agguato», osserva Julien. Il successo del posto adesso fa gola a molti. «Oggi c’è anche chi vuole speculare». Le case che un tempo si compravano a prezzi stracciati, oggi sono più care. Prima tutto si faceva con il passaparola, oggi ci sono diverse agenzie immobiliari. L’ultima abitazione-libreria nella piazza centrale è stata venduta a 200mila euro.

(Yannick Le Gal /only france/agf)

 

Anche Sophie Blot, 54 anni, un passato da giornalista, è fuggita dalla capitale, troppo stressante e cara, per sposare la vita di Bécherel che scorre sui ritmi lenti della cultura. «Non mi sono mai pentita», racconta la titolare di Césarine. Due bambine giocano a pallone in piazza. Il gatto Kali, mascotte della città, prende il sole su una panchina. Un signore parcheggia la macchina e tira fuori una borsa piena di libri davanti a Boulavogue, nome di una vecchia e struggente canzone irlandese. La titolare, Hélène Pasqualini, origini corse, esce per vedere quale chicca può trovare. «È così ogni giorno, c’è sempre qualcuno che viene a trovarci». A Bécherel, la maggior parte dell’offerta editoriale è composta da libri usati, con prezzi molto bassi, anche soltanto qualche euro a volume. Un ragazzo entra per comprare un saggio sugli anarchici della Banda Bonnot. Chiede se c’è un’edizione di Una questione privata di Beppe Fenoglio. Se ne va dopo pochi minuti accontentato.

Antichi e moderni
Corinne Bidet, grafica, offre un caffè nel suo Petit Bazar. «Ci conosciamo tutti e siamo impegnati nel difendere la nostra identità». Sul bancone è in vendita un libro, Traversée maudite d’un fier pays, la “traversata maledetta di un fiero paese”, con l’immagine di una bigoudène, le donne bretoni che indossano le cuffie di pizzo ricamato. È un pamphlet anonimo che gli abitanti di Bécherel hanno pubblicato contro i dirigenti politici della Regione e la loro nuova rotta turistica che va da Nantes al Mont Saint-Michel.

«Volevano imporci di mettere in piazza una crêperie gigante», insorge Corinne. «È il contrario di quello che siamo, da noi il consumismo o la frenesia turistica non esistono». L’accoglienza è limitata a qualche bed & breakfast, un ristorantino. La gente che s’inerpica in questo paesino s’immerge in una realtà un po’ fuori dal tempo. «Persino il cellulare prende male, ma non è fatto apposta», spiega Corinne. La rivoluzione tecnologica si ripercuote anche a Bécherel. Prima di Internet, tutti i bibliofili prendevano il tempo di spostarsi fino a Bécherel per andare in cerca di qualche tesoro. Adesso molti possono fare ricerche e acquisti restando a casa. Nel borgo bretone si è aperta una faida tra “Antichi” e “Moderni”, ovvero tra i librai che resistono e quelli che si piegano alle nuove abitudini, vendendo attraverso siti online. «Io non ho ceduto», dice fiera Yvonne. «Non voglio passare le mie giornate davanti a uno schermo». Gwrizienn propone giornate tematiche, letture serali, incontri letterari.

Thomas Van Ruymbeke è tra i Moderni. «Quasi metà del mio fatturato si fa ormai su Internet», dice il titolare di Les Perséides. Ha cominciato come editore, pubblicando un saggio, Les vengeurs du Nouveau Monde (“I vendicatori del Nuovo mondo”) che parla della rivolta degli schiavi ad Haiti contro Napoleone. Ma ha una vasta scelta di tascabili. Una signora cerca la serie Le donne del club di omicidi di James Patterson. Thomas si muove tra gli scaffali e la trova. Il via vai di bibliofili è continuo anche se la crisi di lettori non ha risparmiato neppure l’isola felice di Bécherel. Da qualche anno i visitatori diminuiscono. Quest’estate il calo è stato ancora più brusco. «Forse a causa del caldo o forse dei Mondiali», ipotizza Thomas.

La pace nel silenzio
«Ci saranno sempre innamorati dei libri», commenta fiduciosa Stéphanie Thomas. È la rilegatrice del borgo. Nel suo laboratorio, Livre en Scène, usa ancora telai di una volta, può rilegare volumi in pelle. Ha clienti che la contattano da tutta la Francia. Nel paese c’è anche un illustratore, un disegnatore di fumetti. Molti altri mestieri legati ai libri sono presenti.

Richard Lempereur, 61 anni, è specializzato in calligrafia latina. Viaggia spesso per fare conferenze sulla storia della scrittura ma ospita a Bécherel stage per raccontare come nasce il nostro alfabeto, la punteggiatura, quando sono apparse maiuscole e minuscole. Per la Notte del Libro, che richiamerà migliaia di turisti a Bécherel il prossimo 3 agosto, Lempereur scriverà sui marciapiedi una frase tratta da un testo anonimo ritrovato in una chiesa di Baltimora nel 1692. «Andate tranquillamente nel baccano e nella fretta, e ricordatevi della pace che può esistere nel silenzio».

 

Il coraggio di Elin

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Dal sito Repubblica.it

Svezia, studentessa blocca volo con diretta Fb per evitare il rimpatrio di un richiedente asilo

Elin Ersson, studentessa svedese e attivista per i diritti umani, ha impedito il rimpatrio di un richiedente asilo afghano di 52 anni, bloccando nell’aeroporto di Göteborg l’aereo sul quale l’uomo era stato imbarcato per essere rimpatriato in Afghanistan.
La giovane ha comprato un biglietto per lo stesso volo ma, una volta a bordo, si è rifiutata di sedersi e ha lanciato una diretta Facebook, durata 14 minuti, nella quale ha chiesto al comandante di intervenire, impedendo di fatto il decollo. Dopo momenti di tensione tra la ragazza, il personale di bordo e alcuni passeggeri, Elin è stata fatta scendere insieme al richiedente asilo, anche grazie alla mobilitazione di altri passeggeri. Sul suo profilo Facebook, dove ha ricevuto centinaia di messaggi di solidarietà, Elin ha poi scritto: ”So solo che il rimpatrio è stato bloccato. Non ho altre informazioni”.

a cura di Flavia Cappadocia

Approfondendo…

Elin Ersson si sta battendo perché venga rivista la legge svedese sui rimpatri dei richiedenti asilo. Era salita sull’aereo per impedire il rimpatrio di un giovane afgano, di cui mostra la foto alla fine del video, che però non era stato imbarcato. Sull’aereo tuttavia c’era un altro afgano, un uomo di 52 anni richiedente asilo in Svezia. A quanto sembra Elin ha impedito la sua deportazione. L’uomo è stato fatto scendere e si dice sia stato sospeso il suo rimpatrio. Se fosse vero se ne dedurrebbe che non fosse un feroce terrorista, come qualcuno ha ipotizzato. Forse invece ha solo cambiato aereo.

Io voglio immaginare che fosse un uomo normale che tentava di rifarsi una vita in un paese dove non si rischia di morire ogni volta che si esce di casa. E ammiro il coraggio di quella giovanissima donna, applaudo alle sue intenzioni e tiro un sospiro di sollievo, perché se ci sono ancora giovani uomini e donne disposti a battersi, soli contro tutti, per salvare la vita di un’estraneo, allora questo mondo non è proprio da buttare.

Credo che i bambini a cui fa riferimento lo stupidissimo passeggero inglese, di cui si sente la voce ostile nel video (Elin ha raccontato in un’intervista d’aver intenzionalmente ripreso solo il proprio viso per rispettare la privacy degli altri passeggeri) abbiano ricevuto una meravigliosa lezione di vita.

 

Nelle favole dipinte di Antonio Possenti

“Non potrei vivere senza disegnare e dipingere: nell’urgenza di esprimersi la mano sfugge al controllo, e mi piace pensare che a guidarla sia qualcosa di più del caso, qualcosa che – esagerando – si potrebbe chiamare mistero, o magia”.

Antonio Possenti

Questo è il trailer di un magnifico documentario che andrà in onda su Sky Arte HD il prossimo 13 aprile in prima serata, ore 20.15, e a orari alterni nei giorni seguenti. Se avete due minuti vi racconto di cosa si tratta.

Alcuni mesi fa ho partecipato a un crowdfunding, cioè a una raccolta fondi on line, per far vivere le opere di Antonio Possenti. Lo conoscete? Io l’ho scoperto donando 15 euro, che sono niente per la ricchezza che ho avuto in cambio. Illustri critici, più bravi ed esperti di me, lo descrivono così:

“La sua mano, prolifica all’inverosimile, ci regala una miriade di mostri che emergono dal sogno con una finzione di innocenza che produce spavento” (Luigi Ficacci)

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“… Una zoologia fantastica, fatta di colore e di segno, di mestiere e di sogno, si concatena in una serie di piccoli eventi allo stesso tempo intimi e universali, insensati e intrisi di una lontana saggezza…”(Edda Bresciani)

“Un mondo che attinge, con sottile e colta ironia, all’enigmatico universo dei bestiari e erbari alchemici medievali. Un caleidoscopico e mai banale crogiolo di forme, figure, segni e colori, mondo umano e mondo animale e vegetale, realtà e fantasia, cultura scientifica e credenze popolari, decorazione e rigore compositivo, accenti polemici e razionale disincanto, ma anche umana pietas si mescolano e confondono”(Lucia Tomasi Tongiorgi).

Tutto vero. Lo sa bene il mio amico e film-maker Lorenzo Garzella, che mi ha coinvolto nel crowdfunding e che nel 2013 ha realizzato una breve animazione delle opere di Possenti per il Museo della Grafica di Pisa. La collaborazione fra il film-maker e il pittore è cominciata allora, con un piccolo sogno in movimento verso il quale l’ottantenne maestro toscano ha mostrato subito grande curiosità e desiderio di partecipare, mettendo a disposizione disegni, occhio, esperienza.

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«La sfida di animare questo universo pittorico brulicante e metamorfico mi ha intrigato fin da subito. La complicità del maestro mi ha spinto a continuare…» racconta Lorenzo. Ma nel 2016 il maestro muore.

Lorenzo non se la sente di rinunciare, la sua diventa una missione, e con il supporto della piattaforma lucchese di crowdfunding eppela chiede aiuto ad amici ed estimatori per portare a termine il documentario incompiuto. Sono felicissima d’aver partecipato.

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Storie di Altromare è un omaggio all’artista “che ha portato l’oceano fra le mura di Lucca, che ha trasformato la Piazza dell’Anfiteatro in un porto di baleniere, marinai perduti, cacciatori di sirene e pesci volanti. Un documentario, un film-ritratto, un sogno animato in cui il cinema incontra la pittura, un appassionato omaggio alla memoria del maestro lucchese che ha indirizzato la pittura lucchese del 900 verso il racconto favoloso”, si legge nel comunicato stampa.

Nel documentario “Le creature pittoriche affiorano dal nero e invadono progressivamente lo schermo, finché “scivolano” anche nella realtà e – attraverso spensierati intarsi grafici – sgattaiolano dallo studio e vagano furtivamente per le strade notturne di Lucca, quasi che lo spirito del maestro abitasse ancora segretamente la città… Non è una biografia in senso stretto, è il tentativo libero e un po’ spericolato di tradurre direttamente in film l’approccio all’arte e alla vita di Possenti”.

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Diretto da Lorenzo Garzella, prodotto dalla società di produzione indipendente Nanof, in co-produzione con Acquario della Memoria, Lucca Film Festival e Europa Cinema e con la collaborazione di Sky Arte HD, il documentario è solo l’inizio di un progetto ad ampio respiro, che mira a includere eventi, istallazioni e mostre multimediali, fino alla trasformazione dello studio del maestro in casa-museo.

Buona visione e alla prossima.

Noi siamo unici

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Madden e Moon

Ci sono persone che hanno piccole idee, cioè di facile attuazione, che nascono da felicissime intuizioni e che in un baleno migliorano la vita degli altri. Christina Humphreys è una di queste persone. Suo figlio Madden è nato con il labbro leporino, soffre di palatoschisi bilaterale, una grave deformazione del palato, e presenta eterocromia dell’iride: Madden ha gli occhi di due colori diversi, verde il destro e azzurro il sinistro.

A scuola i bulli lo prendono in giro, lo chiamano “brutto”, e lui ne soffre terribilmente.

Madden viene operato al labbro e la sua bocca acquista un aspetto normale. Lui però fatica ancora un po’ a parlare e i suoi occhi non saranno mai dello stesso colore. Sua mamma non si rassegna, naviga in internet, cerca soluzioni, idee che possano rendere migliore la vita del suo bambino.

Un giorno, su una pagina facebook, dedicata a bimbi con le stesse malformazioni di Madden, vede la foto di un gatto che ha gli occhi di suo figlio: verde il destro, azzurro il sinistro. Si chiama Moon e soffre di palatoschisi bilaterale. Christina chiede di adottarlo. Con Madden partono dalla loro casa in Oklahoma e attraverso il Missouri e l’Iowa arrivano in Minnesota (14 ore e 39 minuti solo l’andata) per prendere Moon.

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L’amicizia di Moon è subito un toccasana per l’insicurezza di Madden e, come lo stesso bambino racconta in un video, gli insegna che le  diversità rendono unici, non brutti. Unici è bello! E loro due sono oggettivamente bellissimi. E anche un po’ magici.

Da poco MaddenandMoon hanno aperto una pagina su Instagram per raccontare il loro legame, le loro avventure, la loro amicizia e la loro nuova felicità. Hanno migliaia di follower e moltissimi amici, e i bulli non fanno più paura.

Come mi piace Christina Humphreys.

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Il video di Madden

 

 

Dove compro le mie rose

…quando le compro online

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La grande rosa Bobbie James e a destra la Pierre de Ronsard, che credevamo morta e invece…

A volte qualcuno mi chiede dove compriamo i fiori e le piante della nostra campagna (la chiamo così perché sono spazi aperti, che defluiscono naturalmente verso i campi di grano e di erba medica che ci circondano. Un giardino lo immagino cintato, delimitato da un muro o una siepe) e si stupisce, quel qualcuno, quando dico che la maggior parte delle nostre piante e  dei nostri fiori arriva con il corriere. Frequento assai volentieri le mostre di fiori, sono tra i miei appuntamenti preferiti. Là trovo i vivai, osservo gli abbinamenti negli stand, mi appunto i nomi delle piante, m’informo sulle loro necessità, chiedo ai proprietari se spediscono a casa e mi accerto che non siano troppo distanti da dove abitiamo. Poi, prima di venire via, riempio la macchina con tutto quello che riesco a farci stare, ottenendo di far imbufalire mio marito che si trova a dover guidare con un ramo di Malus ‘Joelle Pessy’ piantato in un orecchio.

Come sono felice in quei momenti! Un po’ meno quando devo scavare per mettere giù le piante: la nostra terra è così dura che a volte neanche salendo con tutt’e due i piedi sulla vanga e mettendomi a saltare riesco a farla scendere nel terreno. Resto in bilico abbracciata al manico maledicendo la vanga, la terra e il giorno che sono venuta a vivere in campagna. Finché mio marito, mosso a pietà, viene ad aiutarmi.

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La tinozza-laghetto, con i pescetti gambusie che mangiano le larve di zanzara – Eta Beta piante acquatiche

Sotto poi, capita trovare di tutto: pietroni, e va bene, ma riesumiamo anche scarti di restauri di cinque generazioni di inquilini della nostra vecchia casa (noi, i miei genitori, i mie nonni, i mie bisnonni e i miei trisavoli). Troviamo mattoni, manici di ferro, chiodi antichi, piastrelle, perfino tazzine da caffè del primo ‘900, rotte. Mai uno scrigno pieno di monete d’oro.

Prima che comprassimo il trattore, col carrello, dovevo trascinarmi dietro i sacconi di terra e lo stallatico, il secchiello con la cornughia, quello con la cenere, insomma tutto il necessario per mettere a dimora ogni pianta. Mi sono comprata anche un carrellino comodo, ma da noi è tutto in salita e se il giorno prima è piovuto le ruote affondano nel fango e serve un bue per tirarlo fuori. Il trattore ha cambiato la nostra vita, ora è tutto più facile e meno faticoso.

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Un giardino, per essere bello e rigoglioso, deve essere frequentato dagli uccellini e dagli insetti. Ai merli, alle capinere e alle api appena sveglie piacciono le mele e le pere

Però, ci credete che è divertente? Fatemelo dire, faticare fa parte del divertimento del giardiniere, e una volta fatta la buca (e portato tutto il necessario ), togliere la pianta dal vaso di plastica, accomodarla sul lettino di terra nuova arricchita con il letame, o quel che serve, coprirla con la terra di risulta liberata dalle radici delle erbacce… Oooh, è un gioco da bambini. Non nel senso che sia facile, lo è,  ma che è proprio un gioco, ci si diverte (se ti piace il giardinaggio, certo), ci si rilassa, si dimenticano i problemi, ci si sporca e alla fine si ha una nuova amica in giardino con cui crescere e invecchiare. E di cui occuparsi.

Il giardinaggio richiede tempo. Più piante si ha, più tempo ci vuole. E se il tempo non lo si trova, viene l’ansia e se ne vanno i benefici. Perché la natura non aspetta, ogni stagione prevede interventi tempestivi. Ti distrai un attimo ed è passato il momento per potare il glicine, le foglie delle rose sono piene di macchie, l’erba è troppo alta per essere tagliata col tosaerba e le clematidi si sono avvolte su se stesse. E adesso? Che nervi! Sì, ma io ho da fare, porca paletta! Non mi mantengo mica piantando le mie piante!

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Le clematidi Jackmanii Superba e Blue Angel (del vivaio Anna Peyron)

Per questo sono sempre in ritardo con la consegna dei  libri, perché devo occuparmi della nostra campagna. Di solito consegno il libro all’editore nel mese di settembre, così da aprile ad agosto torno a quando dovevo dare gli esami di maturità: “Studi fino alle sei e dopo esci” mi diceva mia madre. Adesso mio marito mi dice: “Scrivi fino alle sei e poi vai a dare il verderame”. E io scrivo e intanto guardo l’orologio.

Ogni anno mi ripeto la stessa cosa: basta piante nuove! Basta piante nuove! Non ho tempo! L’orto poi, non sembra, ma è un divoratore di tempo. L’anno scorso non sono riuscita a farlo, ero troppo in ritardo con la consegna di Jum (Jum fatto di buio). Ci sono stata male: mio marito gli ha fatto una bella staccionata attorno per non fare entrare i cinghiali ed è rimasto vuoto e incolto. Che tristezza.
Quest’anno lo faccio, a costo di andare a legare i pomodori di notte con la lanterna!

Però, è vero che bisogna avere un po’ di buon senso quando si decide di fare un giardino o un terrazzo. Calcolare il tempo che possiamo dedicare è la prima cosa da fare. Un giardino semi abbandonato, un balcone con le piante secche, mettono tristezza e tolgono fiducia. Personalmente, quando una creaturina affidata a me soffre o muore, oltre a starci malissimo, mi sento proprio una stupida. Tanto quanto mi sento orgogliosa e felice quando una pianta difficile mi regala una fioritura magnifica o una moribonda rialza il capino e butta fuori una gemma.
Si capisce perché mi è impossibile resistere alla frenesia di comprare piantine nuove adesso che le giornate si allungano, il sole scalda e un profumino di terra umida e fresca mi fa prudere le mani.

Ecco, dunque, dove acquisto le nostre piante quando le prendo online (non si offenda chi leggendo dal Sud Italia non troverà indirizzi vicini: io vivo in Piemonte).

Buon divertimento 😉


Le rose che compro online le prendo soprattutto da:

rose_barniPistoia: coltivano rose da quattro generazioni e per mia esperienza le loro sono fra più sane che abbiamo. I Barni sono ibridatori, perciò presentano anche varietà che hanno solo loro. Il catalogo è molto vasto e acquistare online è facile. Inoltre offrono consigli al telefono e sono gentili. Hanno spesso offerte speciali.


logoSanremo: anche loro hanno una lunga esperienza nella floricoltura e sono molto seri. Riproducono da talea in vaso, lo stesso vaso che arriva a casa, perciò la rosa non ha subito traumi. I vasi non sono molto grandi, ma questo agevola la messa a dimora, e le piante sono sane. Hanno rose made in Nino Sanremo, e rose che vengono da ibridatori esterni e famosi, come David Austin.


downloadInghilterra: è uno degli ibridatori di rose più famosi al mondo. Nome storico, spedisce a casa rose già piuttosto grandi in bellissime confezioni. Il sito è ben fatto e c’è molto da vedere. La scelta è vasta, ma famose sono le sue rose inglesi. Se gli si scrive in italiano rispondono in italiano.  Da considerare il costo della spedizione: io, per fortuna, ho un’amica, Giulia, vicina di cascina, e una mamma che comprano rose, e facciamo un ordine unico. Attenzione: fino al 6 aprile, ai clienti affezionati, offre uno sconto del 15%. Lo fa spesso.


Le perenni e le graminacee le prendo qui:

cascina-bollate-logoMilano: il vivaio, una cooperativa sociale nata nel 2007 per iniziativa di Susanna Magistretti, è all’interno del carcere di Bollate ed è eccezionale. Il sito è di facile consultazione, la scelta estremamente vasta e il supporto gentilissimo. Sempre sul sito si trovano consigli, eventi e iniziative che vale la pena consultare. Merita più di un’occhiata il blog!


images-1Treviso: un nome d’eccellenza per perenni e graminacee. Hanno scelto di specializzarsi e sono bravi. Difficile scegliere cosa comprare tante sono le varietà.


Gli arbusti e gli alberi da:

home

 Vivaio Fessia, Dorzano, Biella: hanno alberi magnifici e ogni genere di arbusto. Fra specie e varietà hanno 180 tipi di aceri, un’infinita varietà di magnolie, betulle, ortensie, faggi, cornus enormi… Fabrizio e Cinzia sono gentilissimi. Volendo, portano loro le piante e le mettono a dimora con il loro terriccio. Sono anche specializzati in acidofile


Di fiori, di giardini, di verdi sorprese e gustose promesse parleremo qui domenica prossima, 25 marzo, con Emanuela Rosa Clot, direttore della rivista Gardenia. E sarà primavera.